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Appuntamento al Consolato Russo di Milano

Consolato russo a Milano: Appuntamento su prenotazione a pagamento tramite società privata

Il consolato della federazione russa a Milano, con il fine di migliorare il servizio (e arrotondare qualche soldo con un servizio che avrebbe potuto benissimo essere gratuito e gestito internamente), introduce la prenotazione obbligatoria passando per una società di servizi che si presenta in questo modo:

Società Chloe Creaciones S.L., proprietario del progetto RUSTURN.COM, è registrata in C/Montnegre, 8 08029 Barcelona Spagna 902.02.73.74 (società che si presenta con la seguente dicitura: "Per le parti interessasti in collaborazione, non si accetta nessun tipo di reclamo o assistenza tecnica via telefono").

Tutti noi sappiamo benissimo che anche gli uffici consolari italiani in Russia, esclusivamente per quanto riguarda il rilascio dei visti di ingresso, sono supportati da società esterne (siglate come VAC, ovvero Visa Application Center) che a seguito di una lauta remunerazione, si fanno carico di presentare la domanda presso gli sportelli consolari, in pratica fanno da filtro, e c’è anche il sospetto che queste società (presenti sia in Ucraina che in Russia) facciano riferimento a ad un politico molto in alto e con le “mani in pasta”, il quale ha pensato bene d’utilizzare un prestanome per creare una società che speculasse su un servizio che in via teorica dovrebbe essere espletato dal Consolato e coperto con gli introiti derivanti dai diritti consolati, ed infatti in via “ufficiale”, per quanto riguarda la presentazione delle domande in Consolato, non c’è nessun obbligo di passare dal VAC, ovvero, l’interessato ha ancora “teoricamente” accesso alla procedura ufficiale, quindi può presentare la domanda direttamente allo sportello in Consolato senza passare da egenzie: Cosa che a quanto pare, per il Consolato Russo di Milano non sarà più così dato che - in via ufficiale - la fiumara di gente, verrà obbligatoriamente fatta passare per un filtro che ne gestirà i flussi fissandone gli appuntamenti. Grande vantaggio, sarà quello di non rischiare d’arrivare in Consolato e non riuscire a presentare la domanda in quanto la coda non ha fatto in tempo a smaltirsi per l’ora di chiusura. Grande vantaggio, ottimo servizio, gran bella idea, ma c’è un “però” da questionare: La federazione Russa con ‘l’Unione Europea, ha fissato con un accordo di reciprocità, a 35 euro il costo dei visti rilasciati con procedura ordinaria, per quale motivo quindi il cittadino italiano che presenta la domanda presso il Consolato della Federazione Russa a Milano deve farsi carico di un onere per la gestione degli appuntamenti? E’ allora già che ci siamo, perché non fargli pagare anche il costo dell’adesivo che incollano sul passaporto, le spese per la manutenzione e pulizia dei locali con accesso al pubblico e la security che al cancello gestisce la gente in entrata e uscita!
Dell’onere per la gestione dell’appuntamento in consolato, udite-udite (qui hanno proprio fatto “alla russa”), la società che espleta il servizio, ha pensato bene di introdurre una discriminante di tipo “etnico”, dato che a quanto pare i cittadini russi, per i primi tre mesi,  saranno esonerati dal pagamento del servizio lasciando quindi ai cittadini italiani l’onere di accollarsi le spese d’avvio, tutto ciò in piena violazione dell’articolo 3 della costituzione italiana che prevede uguaglianza senza distinzioni di razza o lingua. Messa così la cosa risulta assai affine con la brutta abitudine che i russi hanno a far pagare agli stranieri, ingressi maggiorati nei musei e teatri, o come avviene in certi punti di valico doganale terrestre, dove i forestieri in transito si vedono costretti a passare per società che si fanno pagare per la compilazione della dichiarazione di dogana e ti obbligano a passare da loro anche se il russo lo conosci alla perfezione e la penna per compilare il modello te la sei portata da casa.. Al cittadino italiano in visita per ferie nella magnifica San Pietroburgo o in viaggio per affari a Mosca, pagando già gli oneri consolari riguardanti il rilascio dei visti, non gli interessa affatto e non glie ne può “fregar di meno”, del dover contribuire alle spese di gestione per gli appuntamenti in Consolato, spese che sono già lautamente pagate con la tassa sul servizio visti che risulta essere tra le più alte in assoluto: 35 euro di spese consolari per un visto turistico non sono affatto poche! Per quel che ci risulta nessun antro Paese al mondo ha una tassa così esosa per la semplice procedura ordinaria, l’Europa nei confronti dei russi fa pagare altrettanto, ma chiaramente ciò avviene perché loro fanno così con noi e quindi noi ci regoliamo in base al criterio di reciprocità, e già rispetto al passato siamo a cavallo, dato che prima che entrasse in vigore l’accordo di facilitazione dei visti tra Russia e UE, i diritti consolari erano addirittura di gran lunga maggiori se considerate alcune tipologie di visti.
Nonostante ciò la Russia è sempre un bellissimo paese da visitare, qualche euro in più non fa la differenza, oltre a ciò il servizio risulta migliore, la nostra è stata solo una puntualizzazione, perché ciò che è “giusto” è “giusto”, e ci si auspica che sia il Consolato stesso ad accollarsi le spese per la gestione dell’afflusso di pubblico, facendo pagare al cittadino italiano in viaggio in Russia esattamente ciò che è stato concordato reciprocamente nell' articolo 6 dell’accordo di facilitazione dei visti.

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